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I metodi per vincere le scommesse

Le risorse finanziarie nelle scommesse

Che sei appassionato di scommesse sportive piuttosto che di poker texas hold'em o di giochi da casinò, esiste un elemento comune che non può essere trascurato: la gestione del bankroll, ovvero il modo in cui si decidono di amministrare le proprie risorse finanziarie dedicate al gioco.

Esistono differenti teorie circa la gestione del bankroll, con paradigmi più o meno costanti per alcuni tipi di giochi, ma sicuramente con delle importarti differenze tra un gioco e un altro. In questo articolo analizzeremo diversi aspetti della gestione del denaro a seconda dei differenti tipi di game che si vogliono affrontare.

Scommesse sportive
Il mondo delle scommesse sportive appare fortemente slegato da strategie basate su calcoli matematici, poichè i risultati si basano su eventi sportivi che spesso possono prendere pieghe impreviste, al contrario di altri giochi dove la casistica dei risultati permette di fare dei calcoli più standard. Ma anche le scommesse possono essere analizzate con un punto di vista più scientifico, che si basa proprio sulla statistiche dei campionati. Infatti esistono dei risultati che si verificano più di frequente e sui quali è possibile scommettere correndo dei rischi relativamente bassi.

Prendiamo per esempio uno studio sul risultato "over 1,5" sui diversi campionati: in Serie A l'evento si verifica nel 71,66% dei match giocati, ovvero in quasi 3 partite su 4. Il dato è ancora maggiore nel massimo campionato olandese nel quale si arriva all'86,11%, cioè 4 partite su 5.

Scorrendo i dati ci accorgiamo che ad esempio la percentuale è molto più bassa in altri campionati come la Ligue 2 francese o la Segunda Division spagnola, dove si arriva intorno al 63%, 2 partite su 3.

Sulla base di questi dati è più facile elaborare dei pronostici realistici, che si basino su dati reali e tangibili.

Dunque una volta individuati gli eventi sui quali conviene scommettere, bisogna passare alla gestione del bankroll vera e propria.

Ipotizziamo di avere una cifra totale di 100 per le scommesse, bisognerebbe cercare di utilizzare non più del 5%/10% per la singola scommessa e di puntare su multiple che non superino una quota troppo elevata, solitamente vicina a 2, che implica un raddoppio della posta in gioco.

Ovviamente la quota è determinata dalla probabilità di vittoria: dunque se scommettessimo 5 su una quota di 2 su una partita secca, avremmo circa il 33% di possibilità di vincere. Mentre scommettendo su una quota 2 costruita su 2/3/4 eventi "Over 1,5" in campionati dove si verifica frequentemente potremmo arrivare anche a toccare punte vicine al 75% di vittoria.

Roulette
Rispetto alle scommesse sportive il gioco della roulette si basa su fattori meno aleatori, visto che l'insieme dei risultati possibili è ben definito e le probabilità di ogni evento sono sempre le stesse ad ogni giro della ruota, insomma non dipendono dallo stato di forma di un giocatore, dalle condizioni del meteo o da una espulsione nei primi minuti di gioco di una partita. Quindi per questo gioco esistono degli approcci matematici più solidi, ma che non possono portare a una vittoria sicura, come invece potrebbe avvenire per le surebet sportive, poichè le percentuali di vittoria degli eventi sono statiche e non cambiano da un casinò all'altro.

Ovviamente, come per qualsiasi altro gioco, prima di effettuare delle puntate è bene documentarsi su regole e probabilità, scoprendo quali sono le combinazioni più vantaggiose e tenendo sempre a mente che il banco ha un margine del 2,7% sui giocatori. Dunque occorre pensare che anche negli eventi dicotomici, quelli chiamati "puntate semplici", la percentuale di vittoria non è del 50% ma è del 48,64%, poichè la presenza della casella "0" rappresenta proprio il margine della casa da gioco. Per la roulette esistono differenti tipi di strategie, alcuni basati sulla ripetizione delle puntate su un determinato evento con raddoppio della puntata in caso di sconfitta, altri basati sulla percentuale di caselle coperte e determinazione della puntata in base al payoff specifico del tipo di scommessa. In ogni caso i giocatori possono stabilire da soli, proprio perchè i dati sulle percentuali sono a disposizioni di tutti, qual è la strategia migliore da seguire. Quello che però occorre fare è saper gestire il proprio bankroll durante le sessioni di gioco.

Innanzitutto quando si gioca alla roulette bisogna stabilire uno stack iniziale disponibile, uno stop win e uno stop loss per la sessione che si desidera giocare, ovvero stabilire una cifra massima sia per la vittoria che per la perdita: è questo il miglior modo per portare a casa qualcosa ed eventualmente andar via con ancora qualcosa in tasca.

Stabilito questo dettaglio, bisogna procedere con lo spalmare il proprio bankroll sulle diverse sessioni di gioco. Immaginiamo di avere un budget di 1000 da voler impiegare nell'arco di una settimana e di voler effettuare 4 sessioni di gioco al giorno. La cifra che giornalmente potremo usare sarà circa 140 e per ogni sessione dovremo limitarci a un massimo di 35. Ipotizziamo di chiudere la prima sessione in profit di 10: dopo una pausa, la nuova sessione che inizieremo avrà come stack 35, mentre i 45 della sessione precedente verranno messi da parte. Stesso discorso se chiudiamo la seconda sessione con un negativo di 7, alla terza sessione si ripartirà comunque con 35. Alla fine della giornata sarà possibile stabilire se le sessioni hanno avuto un esito positivo o negativo, ma sicuramente con questo metodo si evita di ritrovarsi senza denaro dopo poche ore di gioco e ci si assicura una permanenza al tavolo più duratura.

Poker sportivo
Il poker probabilmente è la giusta sintesi dei giochi che abbiamo trattato in precedenza: una grossa parte legata a studi matematici e statistici e una componente legata al fattore aleatorio. Infatti il poker ha solidi principi matematici che, se studiati e applicati correttamente, nel lungo periodo possono garantire un guadagno ma che nella singola sessione possono essere spazzati via da quella che comunemente viene chiamata "bad beat".

Quindi la prima regola per chi si avvina al poker convinto di poterne fare un vero e proprio lavoro è quella di avere un bankroll capace di sopportare i periodi negativi e allo stesso modo stabilire degli stop win e degli stop loss, che possono eventualmente essere modificati nel corso di una sessione nella quale ci si trova in presenza di un avversario particolarmente leggibile o sul quale si ritiene di essere enormemente in vantaggio.

Anche nel poker è consigliabile non investire più del 5%10% del proprio capitale totale nel corso di una singola partita, che si tratti del costo d'iscrizione ad un torneo o di un tavolo cash. Occorre poi valutare se i soldi dedicati al poker sono una parte di quelli che si guadagnano tramite altre attività o se il vostro poker roll deve produrre risorse sufficienti a permettervi di affrontare anche le spese quotidiane.

Molti giocatori considerano anche un rapporto superiore, in altre parole avere da parte almeno 200 volte il costo dell'iscrizione a un torneo o alla posta di un tavolo cash. Bisogna ovviamente iniziare a giocare ai micro limiti e una volta che ci si è costruiti un bankroll importante si può provare a fare "level up", ovvero iniziare a iscriversi a tornei con buy-in superiori o tavoli cash con bui più alti. Anche in questo caso è bene andare per tentativi, cioè stabilire uno stack parziale con il quale si affronta il level up e prendere in considerazione di tornare al limite precedente qualora i risultati non fossero quelli auspicati o se ci si rendesse conto che il livello degli avversari è nettamente superiore al proprio.

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